Quello che non ci leverete
Parlate ma siete distanti, ragionate in televisione di cose che non conoscete. Facciamo di tutto - inquieti e indignati perché si sbriciola ogni cosa, persino il futuro - per non sentirci così soli di fronte a quella sensazione che le cose potrebbero andare diversamente, quella sensazione che sommerge e affoga la nostra vita ad orizzonti brevi.
Ma ci rincuora sapere che non ci leverete di fare l'amore come fosse l'ultima volta, perché noi siamo la mano protesa verso una carezza, la foglia di vite trafitta dal sole e di quella foglia noi siamo i bordi illuminati mentre voi il centro scuro e indifferente e come noi vi porterà via l'autunno ma sarà davvero tutta un'altra storia.
Colline
la stradina in discesa verso la città illuminata e distante
la lepre la volpe il capriolo che ti tagliano la strada
il contadino piegato sui cavoli
il fagiano scovato dal sole
il tramonto dietro i campi
il prato soffiato dal vento
l'odore di cenere bagnata
l'ora arancione della sera
le rane da scansare
il silenzio
la lepre la volpe il capriolo che ti tagliano la strada
l'aria buona da respirare a pieni polmoni
gli occhi stanchi di un cane vecchioil contadino piegato sui cavoli
il fagiano scovato dal sole
il tramonto dietro i campi
il prato soffiato dal vento
l'odore di cenere bagnata
l'ora arancione della sera
la terra lieve e pettinata
la terra sotto i piedile rane da scansare
il silenzio
le stelle
Dove non c'è paura
Il chiasso degli storni a riempire il grigio di una sera. Zolle e campi e colline e alberi che sembrano lì da sempre e per sempre. Li rivedrò, ma con occhi diversi, e probabilmente significheranno qualcos'altro. Ora sembra tutto così provvisorio, così delicato, così fragile. Anche immediatamente dopo quell'attimo di piacere infinito, tutto è così familiare eppure così estraneo.
E' proprio una di queste sere di metà guado a regalarmi un'idea, un frammento bellissimo di te, per un attimo apparso stupendo, poi sparito, fuggito, andato. Rimane solo il tramonto placido, il silenzio che corica il campo nel suo letto di aria fresca e fumosa.
Siamo un mosaico che, a volte, per un attimo si compone entusiasmante e poi si disperde. Sono istanti perfetti di serenità, qualcosa a cui ambire ma impossibile da capire e trattenere. E' successo proprio qui, dove tutto è calmo e la sera è perfetta e non c'è paura.
E' proprio una di queste sere di metà guado a regalarmi un'idea, un frammento bellissimo di te, per un attimo apparso stupendo, poi sparito, fuggito, andato. Rimane solo il tramonto placido, il silenzio che corica il campo nel suo letto di aria fresca e fumosa.
Siamo un mosaico che, a volte, per un attimo si compone entusiasmante e poi si disperde. Sono istanti perfetti di serenità, qualcosa a cui ambire ma impossibile da capire e trattenere. E' successo proprio qui, dove tutto è calmo e la sera è perfetta e non c'è paura.
Esser capace di guidarti
Sgusciamo estranei tra la folla. Ti vedo ma tu non vedi me. Per forza, perchè io sono i tuoi occhi.
Mi hanno cresciuto, allevato per questo. Mi hanno addestrato ad essere l'estremità vedente del tuo dolore. Che con una carezza tu possa sciogliere in me un po' della tua solitudine, scaricare su di me la voglia di sapere, di vedere. Scaricare su di me quest'ingiustizia che un senso, no, proprio non ce l'ha. Certe cose sono troppo più grandi di me, certe cose non le capisco, non posso capirle, ma altre, altre invece le capisco benissimo, più di tanti altri come te.
Hanno scelto me appositamente. Perchè sono buono. Sono tranquillo per natura. Un uomo da solo non potrebbe resistere a tutto questo: io invece sono un po' come una spugna, che assorbe, assorbe, assorbe. E' il mio ruolo, il mio destino era di nascere per questo. E' quindi giusto che tu non possa vedere i miei occhi vivi, coperti di ciglia bionde, ma tristi come i tuoi. Siamo legati come le immagini riflesse in uno specchio. Nessuno potrebbe molto senza l'altro.
Mi sforzerò ancora di essere il bene assoluto, amore incondizionato in un mare di caos fuori controllo. Senza alcun alone di cattiveria, riorienterò il mio istinto alla tua salvezza. Perché sono un cane guida e tu sei il mio padrone cieco.
Mi hanno cresciuto, allevato per questo. Mi hanno addestrato ad essere l'estremità vedente del tuo dolore. Che con una carezza tu possa sciogliere in me un po' della tua solitudine, scaricare su di me la voglia di sapere, di vedere. Scaricare su di me quest'ingiustizia che un senso, no, proprio non ce l'ha. Certe cose sono troppo più grandi di me, certe cose non le capisco, non posso capirle, ma altre, altre invece le capisco benissimo, più di tanti altri come te.
Hanno scelto me appositamente. Perchè sono buono. Sono tranquillo per natura. Un uomo da solo non potrebbe resistere a tutto questo: io invece sono un po' come una spugna, che assorbe, assorbe, assorbe. E' il mio ruolo, il mio destino era di nascere per questo. E' quindi giusto che tu non possa vedere i miei occhi vivi, coperti di ciglia bionde, ma tristi come i tuoi. Siamo legati come le immagini riflesse in uno specchio. Nessuno potrebbe molto senza l'altro.
Mi sforzerò ancora di essere il bene assoluto, amore incondizionato in un mare di caos fuori controllo. Senza alcun alone di cattiveria, riorienterò il mio istinto alla tua salvezza. Perché sono un cane guida e tu sei il mio padrone cieco.
One man show
Eccolo lì, il comico, col suo abito pulito, salire sul palco e iniziare lo spettacolo. Il pizzetto ben coltivato, sorriso gentile, l'aria brillante da venditore di qualcosa: perché c'è sempre qualcosa da vendere e poi, diciamocelo, un po' di furbizia nella vita ci vuole.
Ci sono giorni che dentro si sente solo un buffone rivestito, ma in realtà no, lui è davvero un comico nato, questo bisogna riconoscerglielo. E' esilarante, è elegante, concatena le battute alla perfezione - è un professionista maestoso, ha studiato per questo! La folla ride a intervalli regolari, la platea è sua, oggi poi sta andando ancora meglio del solito.
Del resto è il suo mestiere, no? Vendersi per uno sganascio. Eccolo che fa una pausa riflessiva, poi uno scatto saputello, mima un raffronto, gesticola controllato. E' un fatto di tempi, una guerra di nervi vinta perché lui sa mostrarsi rilassato, perfettamente a suo agio.
Eccoci all'apice, la battuta finale... tutto a posto, grandi applausi, proprio lo spettacolo che ci si aspetta da un bel burattino simpatico, non c'è che dire. Standing ovation. Vai di inchino. Vi amo, grazie, alla prossima!
Ci sono giorni che dentro si sente solo un buffone rivestito, ma in realtà no, lui è davvero un comico nato, questo bisogna riconoscerglielo. E' esilarante, è elegante, concatena le battute alla perfezione - è un professionista maestoso, ha studiato per questo! La folla ride a intervalli regolari, la platea è sua, oggi poi sta andando ancora meglio del solito.
Del resto è il suo mestiere, no? Vendersi per uno sganascio. Eccolo che fa una pausa riflessiva, poi uno scatto saputello, mima un raffronto, gesticola controllato. E' un fatto di tempi, una guerra di nervi vinta perché lui sa mostrarsi rilassato, perfettamente a suo agio.
Eccoci all'apice, la battuta finale... tutto a posto, grandi applausi, proprio lo spettacolo che ci si aspetta da un bel burattino simpatico, non c'è che dire. Standing ovation. Vai di inchino. Vi amo, grazie, alla prossima!
Qualcosa più grande
Incatenati come tutti agli scherzi della vita, ma insieme - insieme, ecco cosa li salva! Due anziani, come si dovrebbero chiamare i vecchi gentili, con gli occhi chiari, quasi trasparenti. Marito e moglie come fratello e sorella legati da qualcosa di enorme, più grande e forte e duraturo di tutto il resto del mondo, dell'universo messo insieme.
Vestiti per bene, quasi vezzosi nella loro cura: un cappellino carino, un paio di guanti puliti, cose così. Colori tenui, come il tono delle loro chiacchiere tranquille sul nuovo tram. Come angeli guardano pieni di sorpresa fuori dal finestrino, sorridono, chissà che dicono, quante cose hanno visto, dove vanno ora, sembrano felici.
Chi li incontra ha il dovere di dismettere quel mezzo broncio stanco, di benedire l'uscita dal lavoro e tutto il resto, di lasciar perdere per un po' il rimuginio sulle cose che non tornano. Chi li incontra può, deve scorgere qualcosa di infinitamente più grande: chi li incontra si faccia scudo della loro serenità e si abbandoni a un sorriso sincero che duri almeno per un po'.
Vestiti per bene, quasi vezzosi nella loro cura: un cappellino carino, un paio di guanti puliti, cose così. Colori tenui, come il tono delle loro chiacchiere tranquille sul nuovo tram. Come angeli guardano pieni di sorpresa fuori dal finestrino, sorridono, chissà che dicono, quante cose hanno visto, dove vanno ora, sembrano felici.
Chi li incontra ha il dovere di dismettere quel mezzo broncio stanco, di benedire l'uscita dal lavoro e tutto il resto, di lasciar perdere per un po' il rimuginio sulle cose che non tornano. Chi li incontra può, deve scorgere qualcosa di infinitamente più grande: chi li incontra si faccia scudo della loro serenità e si abbandoni a un sorriso sincero che duri almeno per un po'.
Distante, di colpo
Vorrebbe tenere tutto sotto controllo, essere un uomo perfetto. Magari anche privilegiare sempre le cose giuste, quelle importanti. Ma non lo sa che è anche nell'ambizione della perfezione che nasce la delusione della frustrazione?
Allora dategli il caos, il disordine più completo, il casino più totale, tutto in un colpo, completamente fuori controllo. Poi se ne assumerà tutte le responsabilità, ma ora, prima che lo stritolino, prima che sia troppo tardi, apritegli un'ultima volta la terra sotto i piedi. Inghiottitelo, ammazzatelo da dentro le budella. Vi implora - non lo sentite? - dategli il buio, somministrategli un po' d'oblio. Sparire, svanire, prima d'essere sommerso. Di colpo, come addormentarsi.
Risvegliarsi morto sul divano, il gessetto disegnato intorno e un naso spaccato padrone di un gattino marrone abbandonato in cucina. Un giorno è scappato, ma l'altro è risuscitato. Quindi non siate severi, perché qualcosa in lui si è rotto, si è aperto. Ma dacci un taglio se non sai dargli un senso. Piuttosto vieni, facciamo un brindisi: alla neve! Ci sommerga, ci sommerga tutti col suo candore, che domani la sveglia farà più male.
Allora dategli il caos, il disordine più completo, il casino più totale, tutto in un colpo, completamente fuori controllo. Poi se ne assumerà tutte le responsabilità, ma ora, prima che lo stritolino, prima che sia troppo tardi, apritegli un'ultima volta la terra sotto i piedi. Inghiottitelo, ammazzatelo da dentro le budella. Vi implora - non lo sentite? - dategli il buio, somministrategli un po' d'oblio. Sparire, svanire, prima d'essere sommerso. Di colpo, come addormentarsi.
Risvegliarsi morto sul divano, il gessetto disegnato intorno e un naso spaccato padrone di un gattino marrone abbandonato in cucina. Un giorno è scappato, ma l'altro è risuscitato. Quindi non siate severi, perché qualcosa in lui si è rotto, si è aperto. Ma dacci un taglio se non sai dargli un senso. Piuttosto vieni, facciamo un brindisi: alla neve! Ci sommerga, ci sommerga tutti col suo candore, che domani la sveglia farà più male.
Statistiche di lettura 2010
Con l'anno nuovo che inizia, ritorna l'inutile (per voi) quanto curioso (per me) appuntamento con le mie statistiche di lettura secondo aNobii.
Rullo di tamburi perché nel 2010 è record: ebbene sì, 20 libri per un totale di ben 5003 pagine (circa 13 pagine e mezzo al giorno). Un grosso balzo in su rispetto all'anno buio 2009 (13 libri, 3418 pagine... buu!) e comunque anche rispetto al più nobile 2008 (18 pagine, 3910 pagine... beh!).
Esperti commentatori tecnici hanno commentato che tecnicamente l'influsso del maggiore utilizzo quotidiano di mezzi pubblici abbia potuto influire fortemente su quest'innalzamento letterario-temerario. All'anno prossimo per un nuovo aggiornamento su questa spinosa questione (stavolta con tabella e grafico, giuro).
Rullo di tamburi perché nel 2010 è record: ebbene sì, 20 libri per un totale di ben 5003 pagine (circa 13 pagine e mezzo al giorno). Un grosso balzo in su rispetto all'anno buio 2009 (13 libri, 3418 pagine... buu!) e comunque anche rispetto al più nobile 2008 (18 pagine, 3910 pagine... beh!).
Esperti commentatori tecnici hanno commentato che tecnicamente l'influsso del maggiore utilizzo quotidiano di mezzi pubblici abbia potuto influire fortemente su quest'innalzamento letterario-temerario. All'anno prossimo per un nuovo aggiornamento su questa spinosa questione (stavolta con tabella e grafico, giuro).
Chiavi
Chiavi. E' un periodo pieno di chiavi. Porte nuove. Novità, certo non inaspettate, anzi fortemente volute: ti si chiuderà la gola come a un bamboccio o passerai davvero sopra a tutto con quella beata e cazzuta tranquillità?
Tenere insieme i pezzi, dare una forma al mosaico: in fondo, se ci pensate bene, fare del proprio meglio per dar(si) un senso è la cosa migliore - l'unica cosa? - che si può fare.
Chi ti vorrebbe in un modo, chi ti vuole in un altro. Tu a sforzarti di tenere insieme tutto, di tenere insieme i pezzi. Poi ti immergi nell'analgesico musicale. Lo so, è una giornata Nirvana, allora cuffie ben piantate nelle orecchie, tutto il resto ovattato e di colpo più distante, meno fondamentale. Chiediti cos'è veramente importante, pensaci bene e scendi alla prossima, che la prossima sarà la tua.
Tenere insieme i pezzi, dare una forma al mosaico: in fondo, se ci pensate bene, fare del proprio meglio per dar(si) un senso è la cosa migliore - l'unica cosa? - che si può fare.
Chi ti vorrebbe in un modo, chi ti vuole in un altro. Tu a sforzarti di tenere insieme tutto, di tenere insieme i pezzi. Poi ti immergi nell'analgesico musicale. Lo so, è una giornata Nirvana, allora cuffie ben piantate nelle orecchie, tutto il resto ovattato e di colpo più distante, meno fondamentale. Chiediti cos'è veramente importante, pensaci bene e scendi alla prossima, che la prossima sarà la tua.
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